On ko chi shin – Studiare il vecchio per comprendere il nuovo

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Antica Okinawa

di Patrick McCarthy
traduzione di Marco Forti

La tradizione deve ispirare, non impedire

Nonostante ciò che afferma la propaganda conformista diffusa, il Karate è sempre stato concepito come pratica individuale e le sue caratteristiche vengono apprezzate da ciascuno di noi in tempi diversi e su livelli differenti.

Ho sempre pensato che la tradizione – ancor prima di insegnare come combattere – insegni come comprendere e seguire “la Via”. Penso che Matsuo Basho/松尾芭蕉 [1644-1694] abbia riassunto magistralmente il vero significato della tradizione quando scrisse «Cerca di non seguire [ciecamente] le orme degli uomini del passato ma continua piuttosto a cercare quel che loro stessi cercarono». Questo concetto senza tempo dice molto in merito al significato del mantenimento in vita delle tradizioni piuttosto che (ad esempio) affermazioni di chi si vanta di aderire ciecamente al “praticare esattamente come il maestro fece 75 anni fa“!

Parafrasando la saggezza espressa negli anni venti del secolo scorso da Jean Jaurès, «la tradizione non consiste nel conservare le ceneri in un’urna, quanto nel mantenerne accesa la fiamma».

Mantenere viva la fiamma dello spirito dei pionieri dovrebbe incoraggiarci a continuare la ricerca e a comprendere ciò che essi originariamente cercarono. L’essenza del termine On Ko Chi Shin/温故知新 supporta pienamente questo scopo: «studia il vecchio – comprendi il nuovo».

I primi pionieri sostenevano che l’allenamento condizionasse il corpo, coltivasse la mente e nutrisse lo spirito ma un altro loro messaggio ancor più importante rivela che l’origine di tutte le debolezze umane è dentro di noi ed è dentro di noi che  le nostre battaglie devono essere combattute e vinte prima che la nostra arte possa migliorare la qualità della nostra vita quotidiana.

Praticare questa arte ci ricollega al suo passato, attraverso la disciplina e il sacrificio scopriamo il nostro io interiore, allenandoci insieme forgiamo importanti legami di amicizia e vivendo l’arte ne onoriamo il lascito.

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