Il Karate e le donne

Il Karate e le donne

Il Karate e le donne

Il Karate e le donne

Negli ultimi anni si sta verificando un’inversione di tendenza che, finalmente, smentisce l’errata convinzione che il Karate sia una disciplina riservata esclusivamente ad un pubblico maschile.

Sempre più donne di ogni età si avvicinano e si appassionano alla nostra disciplina, ma nonostante questo sono ancora molte quelle che ne restano lontane solo perché influenzate da pregiudizi e informazioni errate.

Nell’immaginario collettivo persiste ancora la convinzione che le Arti Marziali siano esibizioni di forza bruta o, nella migliore delle ipotesi, se ne evidenzia, in maniera estremamente riduttiva, il solo aspetto legato alla difesa personale.

Proviamo allora a fare chiarezza su cosa sia realmente il Karate e prepariamoci a sfatare i falsi miti…
Nel Karate la forza fisica non conta. Le tecniche apprese insegnano a non opporre mai forza alla forza ma a sfruttare l’attacco dell’avversario per neutralizzarne la pericolosità.

L’allenamento costante favorisce l’acquisizione di un corpo sano e flessibile e accresce la fiducia in se stessi, conferendo calma e serenità e rendendo così inutile ogni esibizione di forza.

Non c’è mai brutalità né violenza ma sincerità, rispetto, autocontrollo e continuo sforzo di automiglioramento e crescita interiore.

Il Karate non è solo pratica fisica, è una disciplina attraverso la quale si prende coscienza dello stretto legame tra corpo e psiche, si avverte il legame causale tra i movimenti del corpo e la propria personalità ed è per tutti, uomini e donne, un’occasione per iniziare un viaggio alla scoperta di se stessi.

Praticare Karate significa innanzitutto spogliarsi del vissuto quotidiano – pregiudizi, maschere, paure, ansie – per migliorarsi e superare i propri limiti, imparare a credere nelle proprie capacità, senza ostentazione, ed avere in mente che il primo avversario è sempre e solo dentro di noi.

Da questa considerazione è facile comprendere che il Karate è adatto a tutti, uomini, donne e bambini e che quello che conta è la disposizione interiore.

Durante l’allenamento non importa se di fronte si ha un uomo o una donna e le donne non hanno indulgenze in considerazione della propria natura.
Nella pratica si annullano le differenze perché il fine è comune: l’allenamento del corpo e della mente, il rispetto ed il progresso comune.

Uno dei falsi miti vuole le donne come fisicamente inadatte alla pratica delle arti marziali.

Se è vero che gli uomini sono per natura fisicamente più forti, le donne sono in genere più veloci e più sciolte, due caratteristiche che nel Karate sono a dir poco fondamentali e ben più importanti della forza fisica.

Per contestare poi l’errata convinzione che la pratica del Karate possa compromettere la femminilità basterebbe semplicemente osservare le ragazze che praticano da molti anni insieme a noi per rendersi conto dell’assurdità di tale affermazione.

Lasciamo però che a sfatare questo falso mito siano le parole dell’endocrinologa Maria Luisa Brandi, docente all’Università di Firenze e tra i massimi esperti in materia di osteoporosi e di medicina sportiva in Italia. In un suo intervento al secondo Congresso di Medicina dello Sport tenutosi lo scorso luglio 2003 ad Uliveto Terme la professoressa ha affermato che le Arti Marziali sono addirittura più utili alle donne della danza classica e dell’equitazione…

Citiamo dal suo intervento: «Per crescere bene occorrono una buona struttura muscolo-scheletrica ed un fisico equilibrato» «Per una ragazza è essenziale imparare le Arti Marziali: oltre al fatto che servono all’autodifesa di cui si può sempre aver bisogno, sono discipline complete, danno una concentrazione straordinaria, fiducia in se stessi, senso dell’equilibrio e concezione dello spazio che sono i requisiti primi dell’eleganza del portamento…»

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